WIFI di Londra

Un viaggio a Londra è già una gran cosa di per sè, per me in particolare che l'ho sempre considerata il Paese dei Balocchi. Alcuni mi danno di "eccessivamente londrofilo" e un po' è vero, lo ammetto: qualsiasi cosa se succede a Londra sono capace di dire che è più bella, persino la pioggia, il vento o le nuvole.  Quindi questo sarà un post un po' fazioso, lo dico in partenza. 
Non starò a fare il diario day by day del viaggio da cui sono appena rientrato, perché questo ci sono ottime fonti come l'inesauribile @Alfama_goa. Se poi mi legge qualcuno che tiene famiglia, rimando a questo bellissimo post del blog KeVitaFareLaMamma dove si spiega cosa-fare-a-Londra-in-3-giorni-se-hai-una-marmocchia-di-4-anni-al-seguito. 
Qui parlerò di soprattutto di WIFI.

Un rapporto con la clientela che non si esaurisce
Appena si arriva in città è facile notare che diverse strutture, specie se luoghi adibiti alla sosta come caffè, ristoranti e wine bar, hanno la connessione WIFI gratuita proprio come se fosse una parte del coperto. A volte è necessario registrarsi, altre basta accedere con Facebook o chiedere la password ad un quasiasi cameriere. E allora via di condivisioni sui social, perchè le foto scattate pochi secondi prima è meglio inserirle subito: si sa che in rete raccontare eventi e sensazioni in tempo reale può fare la differenza, che si tratti di cronaca o pura condivisione. 
Ora, io non so se sparare 4-5 tweet di seguito con le foto fatte nell'arco della mattinata stanca o incuriosice la parte di follower più attiva: io non ho notato particolari movimenti su Twitter fra il mio migliaio di seguaci. Su Facebook, dove invece la cerchia di persone che conosci é più per diretta conoscenza che per interesse e magari si può creare un album fotografico al volo, le condivisioni invece funzionano subito. Probabilmente è per quella differenza fra tipi di amicizia nei vari social media analizzata da Riccardo Scandellari nella sua guida definitiva al personal branding "Fai di te stesso un brand". 
A Londra abbiamo visto app di ristoranti e raccolte punti (10 caffè presi, uno in omaggio) fatte con il QrCode: insomma fornire un servizio WIFI gratuito permette ai gestori più lungimiranti di avere un rapporto con la clientela che non si esaurisce al consumo momentaneo del prodotto in loco. Si tratta piuttosto di un servizio che genera interessanti opportunità per l'esercente: advertising online praticamente gratuito, analisi della proria clientela ed integrazioni con eventuali e-commerce.

La creazione di contenuti spontanei
L'advertising gratuito nasce con la creazione di contenuti su blog e social network: per un ristorante, i selfie delle pietanze magari conditi da note (si spera) di apprezzamento sono un messaggio pubblicitario veloce e diretto, mentre le recensioni e i commenti negativi sono un incentivo a migliorare subito. Quante volte anche in Italia avremmo voluto esprimere all'istante l'apprezzamento per un piatto ma magari in quel momento il telefono non aveva campo oppure abbiamo speso dei nostri mega per farlo? In diversi locali di Londra sembra che ti portino menu, forchetta, coltello e...  invito a condividere
Questo non avviene solo nei ristoranti: il National History Museum di Kensington (ingresso gratuito) mette a disposizione una navigazione in WIFI illimitata e a velocità che non possono non lasciare a bocca aperta un italiano abituato neanche troppo male, con ADSL a casa e fibra in ufficio. Cloud e condivisone di video su Youtube e Facebook sono quasi istantanee, così come innegabili i benefici per l'esercente: basta una semplice ricerca per hastag ed il contenuto é in rete, a diposizione di tutti. Anche di quella famiglia con bambini seduta ad Hyde Park che magari ha preso la decisione di entrare al Museo grazie al mio video del dinosauro postato 5 minuti prima.

Conoscere i gusti del cliente
Questo aspetto fa inorridire i puristi della privacy, lo so, ma pensate a come registrazioni veloci ai wifi negli esercizi commerciali - come nei grandi magazzini di fast fashion - potrebbero dare informazioni utilissime per la business intelligence e creare nuove opportunità di marketing. Quali prodotti guardano di piú i clienti? Cosa amano condividere? Quando lo fanno? Da qui al rilevamento di comportamenti con beacons e oggetti cari alla internet of things (come hanno spiegato con esempi sul campo Silvia Vianello e Monica Gagliardi di Oviesse alla Festa della Rete di Rimini) il passo è veramente breve.

Integrazione con e-commerce
Ricordo bene i tempi in cui da ventenne andavo nel quartiere di Camden Town a cercare capi di abbigliamento in negozi "cool" e alternativi (di lato lo store di All Saints all'entrata del mercato, dal concept particolarissimo): oggi quei capi è molto facile trovarli online. Pensate ai negozi storici della vostra città e a come l'integrazione in tempo reale sui social network potrebbe aiutarli a sviluppare un eventuale e-commerce: la dimensione locale potrebbe essere facilmente superata a livello logistico e vista come un punto di forza di tradizione e affidabilità.

Velocità e banda larga: servizi base per il cittadino
La velocità dell'infrastruttura di rete però deve essere alla base di tutto: magari in un paese più tradizionalista come il nostro certi modelli di business arriverebbero piú tardi rispetto al Regno Unito dove gli acquisti online sono il 12% del totale (in Italia siamo solo il 2). Il fatto che un politico con il ruolo di Giacomelli all'Internet Festival di Pisa abbia ribadito tutte le difficoltà di diffusione della banca larga a causa dell'annoso "blocco Telecom" non fa ben sperare. Senza banda larga è impossibile pensare di arrivare a rendere di uso comune ad esempio i pagamenti contactless che a Londra sono quasi la norma. A volte noi piccoli imprenditori ci vantiamo di fare anche senza l'aiuto dello Stato, ma invece è necessario che lo Stato si prenda le sue responsabilità, con provvedimenti urgentissimi sulla banda larga e l'incentivo ad usare i pagamenti elettronici per tutti gli esercenti.

Più tecnologia e meno nero insomma, un po' come nella foto di Piccadilly Circus qui a fianco... Non dico si risolverebbero i problemi dell'Italia ma sarebbe un buon inizio, anche come cambiamento culturale nella società. Sono le battaglie che Riccardo Luna fa da una vita e per il quale speriamo giunga a risultati importanti oggi come Digital Champion.

Ecco, a me piacerebbe fosse normale anche da noi quanto ci ha raccontato Arianna, simpaticissima cameriera emiliana di Hook, uno stupendo locale di fish&chips a Camden Town: "quando ho preso in affitto l'appartamento dove vivo, internet era compreso nel contratto come luce, acqua e gas". Internet, un bene primario. E allora, che c'entra essere "londrofili" con il rivendicare un proprio diritto?

MB

PS: Ecco il progetto della nuova metropolitana di Londra. Indovinate un po'? Il WIFI sarà in tutte le stazioni e in tutti i vagoni.


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