Oggi viviamo in un'epoca di possibilità illimitate: da "The Knick" alle stampanti 3D

Non so voi, ma il poco tempo libero che ho, oltre quello che dedico alla famiglia, lo impiego in attività per così dire mordi e fuggi, che possano prendermi al massimo un paio d'ore. Niente do-it-yourself come mia moglie (che brava, eh?), niente impegni in squadre di calcio o calcetto come ho fatto in passato ma solo un po' di corsa e bici, le partite della mia squadra del cuore e tutto ciò che in tv attrae la mia attenzione nei primi cinque minuti.

Sky Atlantic ha nel suo palinsesto alcune bellissime serie americane, con alto livello di sceneggiatura e recitazione, tuttavia dopo essermi goduto le saghe tutte italiane di "Romanzo Criminale" e "Gomorra" sono diventato più che nazionalista, restio per partito preso alle americanate. Di medical drama poi neanche a parlarne: ho passato l'adolescenza a scimmiottare il dottor Ross di "ER" e ho visto con una certa partecipazione diverse stagioni di "Grey's Anatomy" fino ad arrivare alla saturazione completa.

"The Knick" però è stato un amore a prima vista.


Che c'entra con questo blog di tecnologia e business con una serie ambientata nella New York di inizio '900 che porta alla ribalta un medico pazzoide, il sangue che scorre copioso e le interiora che fanno bella mostra di sè? I miei trascorsi di damsiano mi consentirebbero forse di avventurarmi in spiegazioni un po' più tecniche sulla qualità altissima della sceneggiatura, il valore della regia ( Steven Soderbergh, "Sesso Bugie e Videotape" vi dice nulla?), la scelta di musiche strumentali in contrasto con l'epoca della fiction ma assolutamente azzeccate nel contesto. Tuttavia l' aspetto che voglio sottolineare qui è il clima adrenalinico e innovativo che si respira grazie ai protagonisti della serie: la scoperta del (nuovo) secolo sembra sempre dietro l'angolo, a patto di dedicare la vita a quella causa.

"Oggi viviamo in un epoca di possibilità illimitate".  Questo è il manifesto del Dr Thackery (un Clive Owen superlativo) durante il primo episodio. Chi è abituato alle scenografie di "Grey's Anatomy" dà per scontata la presenza di macchine e tecniche di ultima generazione nei più moderni ospedali, con dottori in forma smagliante che mostrano le loro fragilità negli errori che compiono sì, ma solo qualche volta. Una delle parti migliori di "The Knick" è invece vedere come, esattamente con la logica del debug di un programma, si impari per errori e la correzione avvenga attraverso quelle sfide innovative e folli che sono alla base del progesso tecnologico in ogni epoca.



In poco tempo arriva l'elettricità, medici e infermieri non sanno dosarla e qualche paziente resta sotto i ferri: dall'errore si impara, si ridiscutono le certezze, la tecnologia sconosciuta viene domata e la volta dopo un bambino sopravvive grazie ad essa. Arrivano i macchinari per le lastre, i primi aspiratori del sangue costruiti a partire dagli aspirapoveri: il progeresso medico segue quello sociale, da esso prende e restituisce.

Questi dottori non sono fighissimi. Sono piacenti, certo, ma hanno le mani sporche e le camicie sudate perchè prima di tutto sono dei maker politicamente scorretti. Sia Thackery che il suo alter ego di colore Edwards costruiscono macchinari mai visti prima con la sola forza dei loro cervelli e delle loro mani, usando spesso con materiali di fortuna e contravvenendo alle regole per fare test.


Se questi dottori sono stati capaci di creare quanto ho descritto solo con le proprie mani e senza computer, oggi internet e il mondo digitale danno opportunità enormi e non circoscritte a sale di ospedali moderni e laboratori universitari.

Jack Andraka, un ragazzino americano di 15 anni, ha inventato un test per diagnosticare il tumore al pancreas grazie alle informazioni trovate sul web, perchè non si rassegnava alle spiegazioni dei medici dopo la morte di un caro. Le stampanti 3D oggi sono in grado di riprodurre per filo e per segno diversi organi interni: nel Kentucky un cuore tridimensionale ha ispirato nuove procedure che hanno già salvato le vite a bambini molto piccoli. Chissà dove sarebbe arrivato Thackery con questi mezzi!

Internet è un' incredibile miniera di dati che, se ben utilizzati, possono dare benefici sociali in termini di progresso e innovazione. Altro motivo per cui il web è un bene primario e un diritto dell'uomo: avere più informazioni fa sviluppare maggiore criticità e può indurre a riprogrammare gli schemi. Anche così la lucida follia di qualcuno può portare benefici a tutti.

E' proprio vero: oggi viviamo in un'epoca di possibilità illimitate.

MB
<<
>>
>>
<<
buzzoole code