Natale ed e-commerce: i regali, venti giorni prima

Et voilà. Non sono ancora iniziate le feste che i regali di Natale me li sono già fatti e confezionati, aspetto solo che il corriere suoni alla porta dell'ufficio. 

Eppure fino a qualche anno fa c'era tutto un suo rituale. Ricordo volentieri le vasche in centro della vigilia: Prato, Firenze, Bologna, molto più spesso Siracusa, la città di mia moglie. C'era quasi la necessità di comprare qualcosa di nuovo da indossare nelle interminabili giornate in famiglia o nelle serate a casa di amici, secondo la regola non scritta di mia mamma: c'è la roba per tutti i giorni e il vestito della festa, quello che va comprato a Natale.

Oggi, ai primi di dicembre, la mia ricerca è già finita, a meno che non debba rivedere una seconda volta il corriere per un cambio taglia o un reso.

In questi giorni imperversano un po' ovunque le previsioni sugli acquisti di Natale, con il solito ritornello in radio, tv e portali: vendite al dettaglio in calo e online in aumento



Già durante il Black Friday, dove anche negli Stati Uniti gli introiti complessivi hanno registrato una flessione, l'e-commerce è stato in controtendenza: una delle performance migliori è risultata quella dell'italiana Yoox, specie nel comparto abbigliamento

Certe notizie le sente anche il bravo negoziante di scarpe sotto il mio ufficio: il calo dei consumi al dettaglio non è direttamente proporzionale alla crescita dell'online, che oggi in Italia pesa "solo" il 3,5% del totale vendite retail, ma è logico per lui iniziare a prendersela con colossi come Amazon, Zalando o Ebay. Mi sembra di essere tornato al tempo in cui il lattaio di mia mamma inveiva contro la costruzione di un grande centro commerciale fra Prato e Firenze.

Certo, la crisi dei consumi è innegabile, che posso dire. Basta girare in questi giorni per Bologna o Firenze: belle luci, tanta gente a guardare le vetrine e i negozi spesso vuoti. Come possono il web e i nuovi canali e-business aiutare a vendere in un momento prima di tutto di crisi sociale?



Al netto di possibili restrizioni da parte delle aziende produttrici, chi ha un negozio fisico può sempre pensare di sdoganarsi dalla dimensione locale entrando in veri e propri centri commerciali online come Amazon o eBay, esattamente con la logica con cui si acquistano i CD su portali come Rakuten Play. Certo, all'inizio il peso delle commissioni e la novità del settore può spaventare: dubbi e valutazioni legittime. Ma se l'alternativa è quella di guardare nel vuoto attraverso la vetrina del proprio negozio, non sarebbe meglio fare un ulteriore investimento su se stessi e iniziare ad affrontare l'online a piccoli passi, dandosi un ragionevole break-even

Gettarsi in un nuovo canale di vendita è un rischio ma pure una grande opportunità, viste le curve di crescita.

Oltre alla possibilità di sviluppare nuovi business, sarebbe certamente già un salto di qualità il solo fatto di imparare a conoscere i nuovi comportamenti d'acquisto della clientela che arriva in negozio o showroom: basti pensare a come oggi anche i clienti meno "tecnologici" siano più informati su caratteristiche e prezzi dei prodotti grazie all'online, anticipando allo zero il momento della scelta secondo la teoria dello "ZMOT - Zero Moment Of Truth"

Prendete poi il mio caso: ai primi di dicembre ho già pensato il mio guardaroba per il periodo natalizio, in attesa di rimpolparlo ulteriormente con i saldi. Ho acquistato alcuni capi di abbigliamento online in un tempo ragionevole per effettuare il reso e fare eventuali sostituzioni. Senza accorgermene, ho anticipato di 20 giorni la magia dello shopping natalizio. Andando ancora più nel dettaglio, l'ho fatto anche perché le aziende di fast fashion da cui compro non è detto che terranno in magazzino per molto quel pantalone che ho adocchiato: se qualcuno me lo "frega" è ragionevole pensare che non lo ritrovi mai più.

Il web sta cambiando sempre più velocemente i ritmi fisiologici di una società abituata a scandire i suoi tempi in maniera simile dalla fine dell' 800, fra ore di lavoro, giorni di festa e momenti dedicati ad effettuare acquisti di beni di prima necessità che poi, nella società del benessere, sono diventati di consumo

Avanti allora, che produttori, commercianti e clienti ne colgano tutte le prospettive e opportunità: è un cambiamento epocale, se ci pensiamo. Basta però che per nulla al mondo la vigilia di Natale si rinunci ad una passeggiata nelle vie di Ortigia, antico centro della città di Siracusa, fra palazzi storici, terrazzi barocchi e bellissime vetrine di negozi.

MB





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