"Creative Lab Imperial - Unibo": come coltivare i talenti fra università e imprese

Questo post non vuol essere un endorsement, lo premetto.

Prima di tutto perchè l'azienda Imperial e il suo titolare Adriano Aere non ne hanno bisogno, men che meno l'Università di Bologna: allo stesso modo in cui ho raccontato congressi e seminari mi sembra giusto però spendere qualche parola sull' evento finale che il 29 aprile 2015 ha visto siglare l'accordo di collaborazione fra l'azienda di spicco del fast fashion italiano e l'università più antica del mondo, dando luogo al "Creative Lab".

Non è qualcosa che si vede o si sente tutti i giorni, la storia un imprenditore che nel momento della sua massima ascesa vede nell'università italiana un canale importante per la sostenibilità futura della sua azienda, attraverso progetti altamente innovativi e la coltivazione di talenti. Parliamoci chiaro: è un momento in cui resta difficile per molte realtà investire anche solo piccoli budget dove non c'è garanzia di un ritorno immediato, figuriamoci poi se si tratta di dare fiducia a giovani poco più che studenti. Meglio andare su un usato sicuro, come se l'età a volte fosse garanzia di capacità e dedizione al lavoro.

L'entusiamo non ha età, questo lo hanno sottolineato sia Aere che il rettore Dionigi durante la conferenza stampa svolta nella splendida cornice de I Portici Hotel di Bologna, ma è fondamentale quanto la competenza tecnica per la buona riuscita di qualsiasi progetto. Per sognare quello che ancora oggi non c'è o trovare soluzioni migliori ai processi di business esistenti, servono una buona dose di follia, l'entusiasmo di un eterno ragazzino, la dedizione e la competenza tecnica. E' un po' la teoria dei provetti startupper: non a caso l'accordo fra Imperial e Università potrebbe evolversi in un prossimo futuro su progetti di incubazione di aziende formate da giovani, che possano avere a loro volta un collegamento con il fast fashion. Il fatto di avere in programma hackaton e competizioni fra gruppi di studenti è molto più che un indizio in tal senso, altrimenti portare l'aria della Silicon Valley nella pianura fra Bologna e Ferrara risulterebbe solo uno slogan vuoto e senza senso. L'incentivo all' imprenditoria è infatti un aspetto troppo spesso tralasciato nell'educazione degli studenti, quasi che le intuizioni e la vita piena di scarifici del fare impresa non si possano insegnare in teoria: cosa c'è di meglio allora che farlo sul campo, "costringendo" giovani pronti a tutto (a detta loro) a non dormire per 48 ore per trovare la killer application di non so quale ambito? La nascita di una nuova classe imprenditoriale in Italia nasce anche da queste esperienze, che forgiano una certa mentalità.

Il passaggio fondamentale dell'intera conferenza è stato uno, a mio parere: il rettore Dionigi e il prof. Mollona (eccellente anello di collegamento fra mondo didattico e imprenditoriale) hanno giustamente reso noto i termini pratici dell'accordo: progetti triennali e retribuiti, che possono fare curriculum ed aprire importanti sbocchi per le persone coinvolte. Aere ha confermato, sottolineando anche che la sua azienda non si lascerà sfuggire i talenti, qualora si dovessero palesare sul campo: mi spiace che questa sfumatura non sia stata evidenziata a dovere sulla maggior parte dei quotidiani, il giorno dopo.

Non so se in Mantica siamo talenti o onesti lavoratori, fatto sta che alcuni anni fa, quando Imperial ha inziato ad avere l'esigenza di rendere il web centrale per il business aziendale, avrebbe potuto permettersi la migliore agenzia di Milano o Roma: invece ha creduto nella nostra fame e nelle nostre competenze, convinti che saremo stati in grado di fare anche ciò che non sapevamo grazie a una grinta e professionalità fuori dal comune.

Oggi siamo fra i referenti tecnici dei progetti con Unibo e ne siamo orgogliosi.

Sono certo che se giovani affamati e professionali entreranno a far parte del "Creative Lab", senza temere il confronto ma focalizzandosi sull'obbiettivo, questa volta saremo noi a vedere sbocciare nuove realtà ed avere a che fare con importanti innovazioni in campi come 3D e business intelligence, solo per dirne alcuni. Pronti anche a questa nuova sfida: non vediamo l'ora di imparare cose nuove da persone 15 anni più giovani, convinti anche noi di avere qualcosa di importante da insegnare.

MB


PS: un po' di "video/tweetografia" sull'evento e sui termini dell'accordo Imperial-Unibo...












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