Fashion e PMI: un e-commerce va fatto a priori?

Come avevo anticipato in questo post, ho passato un bel sabato pomeriggio di Maggio a chiacchierare di e-commerce, moda e PMI nella splendida cornice della Villa del Mulinaccio di Vaiano (Prato), a due passi da casa mia.
Non sono uno abituato a tenere workshop o seminari di vario tipo e pensavo - visto l'ambiente intimo - di parlare semplicemente "a braccio", in modo informale. Stavolta però ho ceduto anch'io alla tentazione delle slide, soprattutto per mettere alcuni punti fermi e dare una logica a concetti che altrimenti sarebbe stato facile dimenticarmi o esporre alla rinfusa.

In queste pagine ci sono le mie solite considerazioni "sul campo" e un bel po' di informazioni prese da autorevoli fonti  in rete, in particolare sullo stato dell'e-commerce in Italia: percentuali e numeri che servono anche a far capire da dove nascono certe argomentazioni.


Oggi l’e-commerce in Italia oggi genera un fatturato di 24 miliardi di euro, un decimo di quello britannico: la crescita dell’8% (secondo Casaleggio Associati) dell’ultimo anno è interessante, specie se confrontata al quadro economico stagnante, ma ancora lontana dalle potenzialità del nostro paese. La moda nel 2015 è data come il settore “Made in Italy” in maggiore crescita nel commercio elettronico (+30%) seguita da turismo (+20%) e alimentare (+16%), questo soprattutto grazie all’export e alla diffusione
dell’e-commerce oltreconfine.

In che modo le piccole e medie imprese,da produttori a negozianti, possono cogliere le opportunità di un mercato in crescita? Un e-commerce va fatto a priori o prima è necessario essere sicuri del proprio prodotto sui canali tradizionali? E’ meglio investire in un e-commerce proprietario o affidarsi a marketplace come Amazon e Ebay? Quali sono gli investimenti da svolgere e i fattori chiave del successo? Quale il peso del prodotto e dei social media? Come misurare i risultati?

Scorrendo le mie slide non troverete inutili dogmi di fede, ma - spero - un po' di stimoli per rispondere a queste domande e magari tirarne fuori altre, pensando magari a quelle aziende che, grazie a nuovi “reparti web”, hanno già cambiato il loro modo di rapportarsi ai clienti, fanno nuovo business e generano occupazione.

MB

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