Cookie Law: e ovunque sbocciarono banner!

Negli ultimi giorni del mese di Maggio, come molti web developer che sono anche a guida di PMI, sono stato preso più da modifiche tecniche che da pensieri strategici. O meglio, come spesso accade, le modifiche tecniche hanno poi dato luogo a pensieri strategici, una volta conclusa la loro alta priorità.

La EU Cookie Law ha fatto pedalare molti programmatori, facendoli scontrare spesso con il linguaggio giuridico che - per gente abituata a macinare codice o pensare a nuove strategie di business - di primo acchito è sembrato solo un inutile ostacolo, messo lì giusto per creare ancora più difficoltà in un mestiere che spesso non è neanche compreso a fondo dai clienti stessi.

Alzi la mano chi è stato previdente e si è messo avanti in tutto e per tutto negli scorsi mesi, con tanto di banner (un po' antiestetici, diciamo la verità) e studio di tutta la normativa. I principali portali italiani hanno fatto comparire i loro bei banner negli ultimi giorni di Maggio e chi già ce li aveva si limitava a informative veramente molto generiche. Un po' come sui "miei" e-commerce, in cui il senso era questo: "Caro utente, ti sto dicendo che uso cookie, ma non è che ti richiedo tutto questo consenso. Se ti va naviga, altrimenti se lo ritieni opportuno puoi uscire, con mio estremo dispiacere".

Oltre alle salatissime multe che hanno fatto allarmare molti miei clienti, contenute in circolari a loro volta molto generiche di camere di commercio o similari, quello che ci ha fatto scattare la molla e mettere mano a quasi tutti i codici dei siti è più che altro stata l'interpretazione dei cookie analitici, visto che di cookie di proliferazione sui miei clienti per ora non se ne parla. Stando al garante, i cookie analitici non sono tecnici ma quasi sempre di terze parti (moltissimi siti usano Google Analytics, dalla grande azienda al fioraio qui di fronte), tuttavia possono essere considerati tecnici in alcuni casi, cioè nel momento in cui i dati vengono trattati in forma anonima. Ma cosa vuol dire in forma anonima? Molti hanno interpretato questo aspetto con il fatto di rendere nascosto l'IP dell'utente di provenienza, altri con l'informazione che i dati verranno trattati in forma aggregata e anonima dal proprietario del sito.

Noi personalmente abbiamo preferito interpretare la norma in senso restrittivo, per stare dalla parte dei bottoni, come si dice a Bologna: attiviamo Google Analytics solo dopo che l'utente ha prestato il consenso. Ergo: non si invia nessun cookie di terze parti a meno che l'utente non abbia detto "Yes, I want!". 

In molti ci siamo ridotti agli ultimi giorni anche in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell'autorità garante. O forse se li aspettavano solo quelli gnucchi come me, rimanendo allo slang bolognese. In ogni caso i chiarimenti non sono arrivati: da lì è stato uno sbocciare di banner praticamente ovunque, conditi da qualche affermazione divertente anche sui social ;)

Già, perchè il click sul "Chiudi" o sulla' "OK" sarà praticamente la prassi e come spesso accade in questi casi la maggioranza degli utenti non si preoccuperanno di leggere l'informativa prima di dare il consenso. Per quello che mi riguarda, credo che questa normativa (europea voglio ricordare, non italiana, anzi anche qui siamo stati fra gli ultimi ad adeguarci) sia giusta, in particolare modo per i cookie di profilazione: la casalinga di Canicattì ha tutto il diritto di sapere perché, una volta visualizzato un prodotto su un e-commerce, quel prodotto ci si porta dietro su altri siti, da Skype a YouTube. Ho sempre sostenuto che l'invasione di (un po') della nostra privacy sia il prezzo da pagare per tutto il miglioramento di vita che un uso cosciente di internet può portarci: accesso illimitato alla conoscenza, possibilità di acquisti 24 ore su 24 con confronti costanti sui prezzi,  crescita di un'economia digitale, connessione con tutto il mondo in tempo reale, sviluppo del coding e chi più ne ha più ne metta. Pero c'è un limite a tutto e l'utente medio ne deve essere conscio: un salto culturale nell'utilizzo di internet passa anche dal capire perché abbiamo l'impressione di essere sempre osservati nelle nostre preferenze, perché se spiegato bene è anche estremamente semplice da capire. Tutto questo ormai fa parte della nostra vita quotidiana, un po' come sapere dopo quanti chilometri fare il tagliando alla macchina o se è necessario dare un'occhiata ai livelli di acqua e olio: bisogna sapere quando farlo, anche se uno non è un meccanico o esperto di automobili.

Fra normative non sempre chiare anche per gli addetti ai lavori, le prime multe di cui si leggerà, la burocrazia nell'effettuare le comunicazioni al garante, il mio timore è che soprattutto la pubblicità online ne possa risentire troppo. D'accordo, spesso è antipatica e un po' invasiva, ma quale forma di advertising online e offline non lo è? Consideriamo poi che su internet siamo un paese in via di sviluppo: molte realtà al primo approccio verso questo mondo potrebbero finire per desistere a causa di processi ritenuti troppo complicati e cavillosi.

Forse questa è solo la paura di una persona che ha un'allergia congenita alla burocrazia e (nulla di personale verso chi ci lavora) agli uffici pubblici, dove ho spesso trovato complicazioni e paletti rispetto a esigenze che ritenevo normali. Mi auguro che dopo i primi giorni di disorientamento e un po' di "terrorismo psicologico", come spesso accade quando entra in vigore una nuova legge, si possa a breve rendere il tutto più snello e leggero.  La tutela del consumatore è sacrosanta, così come quella di aziende e partner IT qualificati che provano ogni giorno a percorrere la strade stimolanti e tortuose dell'economia digitale. Strade che spero sempre meno piene di ostacoli.

MB

PS: in attesa di stare totalmente dalla "parte dei bottoni" anche su questo blog (non ho Analytics ma nei vari post ci sono tante inclusioni a video su Youtube, tweet incorporati ecc ecc ) ecco il "Cookie Kit" che abbiamo seguito per mettere a norma i nostri siti:

http://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2015/05/Datamanager.it-KIT-implementazione-Cookie-Law.pdf

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