Reunion Unibo e le nuove professioni del web

Ho vissuto la Reunion dei laureati dell'Università di Bologna con un certo interesse: ho una laurea e un master a Unibo, una moglie che lavora nella redazione di unibo.it e un cliente speciale che con l'Ateneo più antico del mondo ha iniziato un percorso importante in progetti di ricerca, quel Creative Lab di cui ho parlato in un altro post.

Nel panel dedicato a moda e tecnologia, Adriano Aere di Imperial Spa, i professori Vitali e Tomasi di Unibo e il filosofo Matteucci hanno toccato alcuni temi legati all'importanza del digitale e della tecnologia per le aziende di oggi, con focus ovviamente su Imperial. Quello dell'azienda di fast fashion bolognese è un case history che conosco molto bene, avendo contribuito nel mio piccolo a creare l'infrastruttura tecnologica dei vari e-commerce e aiutato la proprietà a inserire nel tempo varie figure professionali che oggi lavorano nell'ambito dei social network, del customer care, delle vendite online e della business intelligence. L' informatica qui non è vista solo come digitalizzazione dell'esistente, ma come un aspetto tecnico che diventa strategico per le decisioni manageriali.

Complice un bellissimo concept video realizzato dal team creativo di Imperial, incentrato oltre che sulla figura di Aere anche su diverse keywords che rappresentano la filosofia aziendale, l'argomento si è spostato sul mondo del lavoro, con le professioni del presente e del futuro legate all'evoluzione del web e alla tecnologia. Su un punto tutti i partecipanti sono stati concordi: il lato propositivo dei giovani diventerà un aspetto fondamentale per portare un valore aggiunto nelle aziende tradizionali, grazie alla conoscenza di strumenti come e-commerce e social network e andando ben oltre la moda un po' americana di voler fare gli startuppari per forza.

Il lunedì successivo mi sono trovato a formare un nuovo ragazzo per il ruolo di fotografo addetto al catalogo e-commerce, presso un altro mio cliente che si è affidato a noi per iniziare il suo business online. Figura giovane, motivata, disponibile: domande giuste, quadernoni di appunti, tanta voglia di lavorare. Ho cercato in sostanza di far passare il solito messaggio che sono solito dare ai pionieri: adeguati ai flussi logici e al metodo di lavoro che ti spiego, ma buttati, che qui se vuoi c'è un mondo tutto da costruire. La proprietà ci crede, ma è brava a fare il suo lavoro nel senso più tradizionale del termine: devi essere in grado tu di proporre - ad esempio - se scattare tutti capi indossati, metterli per terra o fare 3D o still life. 

Non ho detto che devi deciderlo, semplicemente devi avere già pensato ad alcune soluzioni. 

Il cenno con la testa è stato sempre lo stesso: ha annuito come quando gli ho spiegato tecnicamente come aggiornare i dati dal gestionale al web o inserire fisicamente le foto nel sito.

Il martedì ho passato un'altra mezza giornata dal cliente per verificare che tutti i messaggi fossero stati recepiti. Sul flusso operativo nulla da dire: ha confermato la mia idea iniziale di ragazzo sveglio, attento e puntiglioso. Mi è bastato però il suo sguardo un po' perso una volta rientrato dalla pausa pranzo per capire il vero passaggio che non aveva colto: in un breve e fortuito incontro con il boss, svolto mentre io gustavo ignaro la mia insalata, il neo-assunto ha spiegato al capo - come se lo stesse dicendo a me - tutti i passaggi, le idee e i dubbi sul suo lavoro fotografico, descrivendo i processi in maniera chiara ma sicuramente didascalica. Di tutta risposta ha ottenuto una specie di no comment, mentre dal titolare - mi ha detto - si sarebbe aspettato comprensione totale e soprattutto istruzioni dettagliate

E l'intraprendenza di cui parlavamo il giorno prima, quella per cui mi faceva di sì con la testa?

L' e-commerce è un comparto ancora immaturo in Italia ma piano piano dovrà per forza arrivare in (quasi) tutte le aziende: nelle PMI non possiamo pretendere che questo canale venga gestito in prima persona da boss accentratori o IT manager con le palle, come avviene invece in aziende di medie e grandi dimensioni. La spinta migliorativa dovrà venire anche dal basso, proprio da quei giovani che arrivano con tutta la motivazione del mondo a lavorare su quei social e quegli e-commerce su cui passano un sacco di tempo libero ogni giorno. Molte aziende sanno che il passo in questa direzione va fatto perché è già tardissimo, spesso però si tratta di un salto nel buio, proprio perché sono processi che non conoscono. Noi consulenti e informatici possiamo fare cultura attraverso la nostra competenza e i nostri prodotti, se validi: tuttavia una spinta decisiva deve venire dall'interno, dai nuovi ragazzi che formeranno i reparti web del domani.

Buttatevi allora, cari ragazzi del domani (che è già oggi) e non solo per fare startup: anche le aziende tradizionali hanno bisogno di voi. Non desistete se all'inizio sembra che questi dinosauri non vi capiscano o si irrigidiscono di fronte alle vostre certezze: è la loro reazione nei confronti di un mondo che considerano necessario ma che in fondo guardano ancora con molta diffidenza. Voi potete dare luogo a un nuovo corso, ri-programmando in senso positivo queste persone e le loro aziende. Iniziate a provarci, senza paura di sbagliare: d'altronde, come ha detto Aere nel suo monito ai giovani dell'Università di Bologna, "se non provi, hai già sbagliato. Tu sei quel che fai"

Come dargli torto?

MB


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